NZocche'


Presentazione del libro : Intervista a Emma Dante, Navarra editore
26 dicembre 2010, 14:36
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La presentazione con Giuseppe Schillaci , Ottavio Navarra e Titti De Simone, giovedi 23 dicembre 2010 alle 19 al circolo arci NZOCCHE.

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INTERVISTA A TITTI DE SIMONE – AUTRICE DI “INTERVISTA A EMMA DANTE”
6 dicembre 2010, 14:25
Filed under: 1, N'Z
Il libro-intervista dedicato ad Emma Dante inaugura la collana I Racconti di NZocchè, curata da Titti De Simone per la Navarra Editore.

Una sfida che sta tutta dentro il profilo editoriale della Navarra Editore, impegnata da anni in un lavoro di valorizzazione di tutte le energie positive di questa terra: della sua cultura, della creatività e dell’impegno civile. Una sfida che condivide con l’associazione arci NZocchè, dove sono… state originariamente realizzate le interviste, all’interno della rassegna “Palermo, che puzza”.

Titti De Simone accompagna il lettore in una riflessione profonda sulle ragioni del degrado culturale, oltre che morale, in cui versa Palermo, metafora di una condizione generale del paese. Lo fa attraverso una introduzione impegnata, appassionata, lucida, sullo stato della cultura nel rapporto con la dimensione istituzionale, spesso assente e miope.

Ad una originale “non biografia” della regista palermitana segue l’intervista realizzata e curata da Titti De Simone, insieme a Beatrice Monroy per l’associazione NZocchè. Il dialogo tra più voci, la riflessione di un incontro, un dibattito originale dai tratti intimi, in cui l’artista parla del rapporto controverso fra il teatro e le sue origini: un prezioso manifesto di passione civile e di impegno culturale.

Alla presentazione del libro l’11 dicembre alle 19 alla Vicaria, interverranno Emma Dante, Titti De Simone e Beatrice Monroy. Coordina Silvana Polizzi, giornalista Rai.

Navarra Editore intervista  TITTI DE SIMONE
1) Chi è Titti De Simone? Qual è il percorso che l’ha portata fin qui?
Sono una giornalista professionista che proviene dalla gloriosa esperienza de L’Ora di Palermo. Poi la mia vita ha incontrato la politica attiva, i movimenti, le battaglie per i diritti civili, e questo percorso mi ha portato in Parlamento, con Rifondazione comunista, nel 2001. Sono stata parlamentare fino al 2008, componente della Commissione Cultura della Camera e segretario di Presidenza. Terminata questa esperienza, sono ritornata a Palermo, spinta dall’amore per la mia città, che sento così ferita. Ho fondato insieme a Rosi Castellese e Cathy La Torre l’associazione NZocchè, al Borgo vecchio, proponendo una vasta iniziativa culturale, in relazione con altri spazi insubordinati.

2) NZocchè è un circolo Arci con un profilo deciso. Vuoi parlarci della scelta di avviare questa attività, a quali bisogni risponde?
Il bisogno più forte è quello di superare la desertificazione culturale istituzionale di questi anni, riaprendo uno spazio pubblico di discussione e di iniziativa concreta. Vogliamo dare il nostro contributo in questo senso. Palermo è una città ricca di talenti e intelligenze che molti ci invidiano, ma le belle teste spesso vengono umiliate ed emarginate. Forse è da questo rimosso che dobbiamo ricominciare, insieme a una pratica di relazione che ci liberi dal peso dell’autoreferenzialità, e metta in circolo le energie migliori. Ci vuole, in altre parole, un progetto condiviso per questa città. La cultura è il primo punto, perché è da qui che si può vincere il degrado morale e sociale che ha investito Palermo negli ultimi 15 anni.

3) I racconti di NZocchè: avete ospitato nel vostro giardino alcuni amici e le conversazioni svolte con loro fanno ora parte di un progetto editoriale, ci anticipi qualcosa?
La nostra è un’officina dove si sperimentano delle cose, dei percorsi, ci si confronta, si pensa insieme ad altri, si prova ad abbattere delle pareti che ci dividono dalla realtà concreta, quella ad esempio di un quartiere degradato e in mano alla malavita, a due passi dai salotti bene della città. Le interviste di Palermo, che puzza su cui si basa la collana, hanno avuto per noi il significato di provare a dare un nome giusto alle cose. E abbiamo scelto delle persone che, secondo noi, anche per un fatto generazionale, interpretano oggi in modo più autentico e innovativo le potenzialità, il desiderio e la rabbia di un cambiamento che parla a tutto il Paese.

4) Emma Dante, una personalità vulcanica con la quale avete iniziato il ciclo di incontri, una riflessione su questa esperienza insieme a lei.
Emma è una donna eccezionale, un’artista unica e una grande cittadina di Palermo. Anche se in questa città lei è costretta a vivere in una condizione clandestina. Ma è questo il punto. Questa città non sa più riconoscere la bellezza, che è poi quella che ci apre gli occhi e ci insegna a essere menti pensanti e ad avere un’anima. Ma è con questa bellezza ferita, sfregiata e dimenticata che dobbiamo fare i conti fino in fondo, noi palermitani e noi italiani. Emma è la voce di una generazione culturale che non si è rassegnata, ma che ha pagato e paga ancora per questo, un prezzo molto alto. Non tutti certo, ma chi non ha ceduto alle lusinghe del potere corrotto oggi per le istituzioni non esiste. Il punto è: avremo la forza di cambiare questa situazione? Io penso che ci sia ancora speranza, e il lavoro di Emma Dante contribuisce a crearla, perché costruisce, dalle macerie e dal dolore, un nuovo immaginario, una nuova narrazione civile, culturale e sociale.