NZocche'


PALERMO PRIDE 2013_capannone n°16 la taverna dei 16 peccati
1 luglio 2013, 12:23
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storie di famiglia
8 giugno 2013, 11:56
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da un’idea di teresa scozzari

scrivi un racconto sulla tua famiglia, un’episodio un personaggio una storia, mandalo a nzocchee@gmail.com entro il 4 maggio e vieni a leggerlo l’8 giugno.
I racconti verrano raccolti in una pubblicazione nz senza scopo di lucro.



I Settepiatte delle Settesorelle*degust_azione
4 giugno 2013, 11:38
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su idea di shortKiller

biglietto-settepiatti&sette

 

 

una degustazione per finanziare lo spazio delle donne al village Pride 2013.

ecco i Settepiatti delle Settesorelle:
1) Short_Il passeggero o scuro affetta e spera: fettine scelte di 1 taglio di melanzane all’olio pazzo distese in un letto di parmigiano basilico e sugo alla Dexter cucinate in padella ricavata con lava di vulcano a trama grossa affinché le melanzane ferendosi durante la friatura producano il loro famoso SUCA di melanzana…
2) Priva_Lacrime svegetariane: rosbiff della suocera di San Giuseppe cucinato in forno a fuoco lento in una contro danza di olio e brodo di suo la procedura della cottura nel brodo di suo produce alla fine un succulento tocco di carne con un lieve rossore timido. Il segreto della cattura viene tramandato da generazione in generazione nella famiglia di Maria.
3) Random_Sandokanazzo: verdure non ti scordar mai di me con cipolle bianche di Labuan peperoni bicolore, melanzane tunisine, pomodori Rita Pavone e patate biologiche cresciute sotto il carrubbo di famiglia e conservate in botti di terra nera e pietra pomice.
4) Teresa_Sii uovo: frittata arrotolata uova panna latte farina e vodka, sbattute con malavoglia e cotte in padella antiaderente con burro e olio. Le crepsfrittates verranno spalmate con crema di formaggio alla cipolla e tabasco avvoltolate su se stesse e riposte in frigo con carta argentata Dior.
5) Penelope_Il sor-riso delle sore: pilaf snow white al curry fresco e arachidi con verdure variegate, sparacelli fuori stagione, taccole a punta, fagiolini, pollo e granella di cocco fresco e cocco bello.
6) Skill_SOS patata: gateaux di patate lesse in un bagno caldo e sale massaggiate con burro uova e parmigiano, cosparse di polvere di pepe e noce moscata distese in teglia rivestita di mollica atturrunata e ricoperte di mozzarella prosciutto di Praga e scamorza affumicata infornate con temperatura protezione 8.
7) Maria&Grazia_Sorelle ululà, semola tabulè: cous cous alla Giuseppe Verdi con: zucchine verdi, fagiolini verdi, granella di mandorle verdi, ceci e melanzane tono su tono, curry e altre spezie nazional popolare segretissime il tutto amalgamato con pesto di basilico verde, menta piperita verde e capperi verdi di Pantelleria.



scritto col sangue, un viaggio mestruale.
13 marzo 2013, 16:40
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8 marzo dalle ore 19.00 nzocchè circolo arci presenta:
scritto col sangue, un viaggio mestruale.

Scritto col sangue, un viaggio mestruale
Da un’idea di anna farinella in collaborazione col ncsc (nucleo clandestino sarita colonia).
28 racconti sulle mestruazioni raccolti attraverso un appello su facebook, una piccola pubblicazione stampata da nzocchè senza scopo di lucro.
Alcuni racconti verranno letti da massimo milani e dalle autrici.
In mostra ci saranno
i bracciali menopausa di anna farinella,
le pezze del marchese di grazia triolo,
i flussi luminosi di teresa scozzari,
lo schifo 28 foto di mar la pazz.
Scorrerà un montaggio di foto pubblicitarie di assorbenti e un video con scene a sfondo mestruale tratte da film a cura di short.
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Dalla presentazione di anna farinella

Scritto col sangue

I mestrui sono arcaici, sarebbero già dovuti scomparire da tempo, la procreazione non può condizionare l’umanità femminile per più o meno quarantanni della vita di ogni donna, c’è chi muore senza avere vissuto l’ebbrezza della menopausa…i mestrui sono tabù, lo sono ancora oggi, lo pensavo lo sospettavo ne ho avuto conferma con questa ricerca. I racconti nascono da un evento che ho fabbricato su facebook, l’ho mandato a tutti i miei contatti femminili e molte lo hanno mandato ai loro, è stato a vagolare nel virtuale per svariati mesi, risultato ho raccolto appena ventotto racconti, ventotto come i giorni del ciclo, ventotto storie vere, basterebbero alcune di queste per fare capitolare i mestrui, basta, basta questa tirannia di donna su donna, violenza psicologica di madri nonne e zie che lavano col sangue mestruale delle figlie la loro onta il loro essere schiave in un mondo di uomini, uomini che neanche vogliono sapere, uomini che vivono il mestruo a distanza, sono rari quelli che hanno condiviso i loro umori con quello delle donne, sono rare le donne che lo hanno permesso, sì ci sono casi di armonia di indifferenza addirittura di esaltazione ma in fondo i mestrui vengono dalle viscere della terra fanno della donna un essere a parte un essere sanguinante, sanguinano ma non muoiono, le donne sono streghe, ogni donna lo sa e gli uomini ne hanno paura…io non ho figli non ne ho voluti ma ho convissuto con i miei mestrui per infiniti anni, sono stata programmata male potevano risparmiarmi tutto questo sangue e penso a santa caterina la poetessa del sangue, lei che leccava le ferite purulente dei malati…ah le donne le donne sono streghe che fanno le fatture col proprio sangue, bevi, chissà quanti uomini hanno bevuto il mestruo senza saperlo, non fa male non puzza non sporca, non più dello sperma non più della pipì molto meno della cacca…mi ribello ad una condizione di differenza rispetto all’uomo, una differenza che ti penalizza, mi ribello e mi ficco un tampax, sono piegata in due dai dolori mi tuffo a mare e sgocciolo al sole, urlo urlo al mondo intero, ho le mestruazioni! Le ho tanto odiate che se ne sono andate in silenzio velocemente senza lasciare tracce e adesso, adesso che sono in menopausa forse è arrivato il momento di capire il nodo che mi lega a tutte le donne, un unico nodo, e scopro mostruosità familiari incubi…dolore rabbia rassegnazione…

e ci metto pure i miei…

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Conclusione ciclo

la cosa che mi colpisce in molti racconti è l’accettazione del dolore, la rassegnazione, quasi un’espiazione, retaggio cattolico?
E poi le leggende e i pregiudizi sugli assorbenti interni, perdita di verginità infezioni corpo estraneo e poi la paura della pillola anticoncezionale meraviglioso regolatore mestruale, quasi a voler restare prigioniere, perché perché non c’è ribellione? cura di se, il dolore non è naturale, dovremmo imparare ad avere più stima di noi a sentire il corpo e ragionare con la testa.
C’è ancora tanto pudore, vergogna, paura.
Alcuni racconti sono anonimi per desiderio di chi li ha scritti, non ho fatto correzioni, la scrittura scorre come il mestruo, intima e personale.
Ringrazio tutte per avermi scritto, per avere raccontato, perché parlare di mestruazioni è parlare di donne è parlare con noi stesse per altre noi.



We are the Camp_ones.
22 dicembre 2012, 15:47
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We are the Camp_ones.
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sabato 22 dicembre dalle 20,30
Il Nucleo Clandestino Sarita Colonia presenta:
‘Perchè Nzocchè è Nzocchè’ – degustazioni musicali a tema con ricchi premi e cotillons:

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We are the Camp_ones.

Se per caso cadesse il mondo io mi sposto un po’ più in là… e noi ci siamo spostati, perché We are the Camp_ones.
La fine del mondo ci ha fatto un baffo, e magari pure un paio di ciglia finte; e in un battito ci ritroviamo in un universo parallelo, chiamato Camp.
Che ne sai tu di un Camp di grano, poesia di un amore profano?
Del Camp si puó dire quasi tutto e quasi niente. E’ una modalità che interseca il Queer come approccio teorico e politico e come categoria estetica e insieme la (sub)cultura gay come produttrice e ri-produttrice di significati. In questo senso, il Camp ha un orizzonte semantico, simbolico ed immaginario molto ampio, abbracciando ecumenicamente le categorie del kitsch, del trash, del pop e non esaurendosi in nessuna di esse. Ma tutto questo non basta certo a definirlo. Si tratta di una strategia di utilizzo e di ristutturazione di forme di espressione artistica con attitudine più che parodistica, ironica, che generi un cambiamento di senso o meglio di tono, per cui un fenomeno non è solo visto, fruito, ma diventa significativo e performativo per una comunità, per un gruppo di individui, nello specifico coloro che si riconoscono rappresentat* dalle lettere Lgbtqi (si aggiungono consonanti e/o vocali in media ogni mezz’ora).
Esso può essere volontario, consapevole, come in “Priscilla la regina del deserto”, strizzare l’occhio al cinema tradizionale hollywoodiano e happyendingdipendente, come in “In&Out”, essere ante litteram come le gender bender Marlene Dietrich e Greta Garbo, o assolutamente inconsapevole (forse) come i personaggi di Gabrielle Solis e Bree Van De Camp in “Desperate Housewives”. In ogni caso, il Camp è lì, non sai cosa sia esattamente ma lo riconosci. E inevitabilmente, assolutamente Camp, nel suo essere inevitabilmente, assolutamente mainstream (che è un modo per dire normale, non roba da froci), è uno dei fenomeni Camp più importanti, il più importante sicuramente in Italia: Raffaella Carrà.
Non a caso protagonista di una delle canzoni più Camp della musica italiana, “Raffaella è mia”, del non ancora venuto fuori dall’armadio, ai tempi dell’uscita del brano, Tiziano Ferro.
Un coming out a tempo di musica bello e buono.
E allora, raffaellamente, giochiamo al “se fosse…” e diciamo che se il Camp fosse un film, sarebbe “The Rocky Horror Picture Show”, se fosse una vergine di cognome farebbe Ciccone e se fosse una lacrima non dimenticherebbe il mascara waterproof.
Per cui, mondo, se ci sei ancora, Camp cavallo che l’erba cresce, e se cresce non può essere che l’erba di Grace.
E siccome l’universo si espande e il Camp è un universo, proviamo a catturarne suoni, colori, voci e immagini. A tutto Camp.

ISTRUZIONI PER L’USO:
FAR PERVENIRE TRAMITE MESSAGGIO PRIVATO SU FACEBOOK A NZOCCHÈ FINO A TRE CAMP_IONI SOTTO FORMA DI LINK A VIDEO, AUDIO, O QUELLO CHE VOLETE VOI.
INVIARE I FIORI DI CAMP TASSATIVAMENTE ENTRO VENERDI 21 DICEMBRE ALLE ORE 20.00. CIO’ PER EVITARE IL TRAFFICO DI FILES DELLA FINE DEL MONDO, CHE POTREBBE CREARE PROBLEMI TECNICI AL LAVORO DELLA NERD_CAMP_VALLETTA TECNICA.
DARE UN TITOLO AI MATERIALI
AUDIO/VIDEO/FOTO/QUALUNQUE COSA SI ABBIA LA CAMP_IACENZA DI FAR PERVENIRE PER PARTECIPARE ALL’EVENTO.
PRESENTARSI SABATO 22 DICEMBRE PRESSO NZOCCHÈ, ALLE ORE 20.30.
I CONTRIBUTI SARANNO VISIONATI DALLA CAMP_AGNIA PRESENTE, E, COME NELLE MIGLIORI TRADIZIONI DELLE SERATE ORGANIZZATE DAL NUCLEO CAMPESINO SARITA COLONIA, ESAMINATE E VOTATE A FUROR DI POPOLO ALLA PRESENZA DEL CAMP_IONE DEI NOTAI E CAMP_AGNIA VALLETTANTE E PRESENTANTE.
GODERSI LO S_CAMP_ATO PERICOLO DELLA FINE DEL MONDO, ALLA FACCIA DI QUEI FESSI DEI MAYA.
Augh, addiè, aufidersen, gudbai, nano-nano, carramba, passo e chiudo.Visualizza altro



“IDens – vintage disco”.
15 dicembre 2012, 15:39
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Il Nucleo Clandestino Sarita Colonia presenta:
‘Perchè Nzocchè è Nzocche’: degustazioni musicali a tema
“IDens – vintage disco”. 

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“Dischi volanti: musica al piatto”
9 dicembre 2012, 15:36
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dischi-volanti_aIl Nucleo Clandestino Sarita Colonia presenta:
‘Perchè Nzocchè è Nzocche’: degustazioni musicali a tema con ricchi premi e cotillons. …
Sabato 8 dicembre
“Dischi volanti: musica al piatto”
Caro Marcolindo, ti voglio raccontare una storia. Tu sei piccolo e ti guardi la Pimpa dall’Iphone della nonna più tecnologica del West, e la mamma ti scarica le canzoni dal Pc, ma quando io, la mamma e lo zio eravamo bambini non era così. I dischi non erano una cosa da scaricare ma da mangiare, ed esistevano delle specie di Ipoddoni grandi chiamati mangiadischi, che invece del ruttino ti facevano sentire una canzone. Ed esistevano dischi piccoli, con una canzone bella e se lo giravi c’era una canzone brutta, chiamata “lato B”. Da questo capivi che se qualcuno diceva che qualcun altro era un “cittadino di serie B” non era una bella cosa. E poi esistevano dei dischi grandi con molte canzoni: erano tipo delle pizze, di solito nere, con un buco al centro e si chiamavano 33 giri. Ma molte non erano 500 e neanche 50, come gli Ipod più piccolini: massimo una dozzina. Questi 45 e 33 giri erano fatti di cloruro di polivinile, noto anche come polivinilcloruro o con la corrispondente sigla PVC (questa parte fattela spiegare da papà o da Alessia Aria ConPressa). Plastica, in pratica, che però se la graffiavi il disco non si sentiva più bene. Allora si diceva: “questa canzone non la sentiamo perché salta”. E saltavano le canzoni più belle, spesso, perché si rovinavano a furia di sentirle. Come quando tu hai dovuto buttare il libro di Barbapapà perché l’avevi letto tante volte finché si è rovinato. Ecco, i vinili erano tipo i libri, avevano tanti solchi come i libri hanno le pagine, si potevano rovinare e, soprattutto, ci pensavi due volte prima di comprarli. Dovevi scegliere, non avevi tutta la musica del mondo a disposizione, e se un tuo amico non ti restituiva un disco ti arrabbiavi, perché non ne avevi fatto una copia. Non si poteva. Ecco, Marcolindo, quando noi eravamo nuovi del mondo come te adesso, la musica si ascoltava in questo modo, ed è stato così per un sacco di tempo. Poi sono arrivati i CD, i DVD,  gli mp3, i super ray e il digitale terrestre: si chiama rivoluzione digitale, viviamo in una tecnosfera e tu e i tuoi compagni siete nativi digitali. Che vuol dire che scrivete gli sms molto velocemente (la conformazione del pollice umano sta cambiando, davvero) e vi stupite, come hai fatto tu l’altra volta, quando mettete un dito su un monitor di un computer e non funziona il touch screen. Ma noi per una volta, come in un film di fantascienza, vogliamo usare il teletrasporto e vedere l’effetto che fa una serata LoFi, in cui ognuno recupera i 45 o 33 giri che ha e li ascoltiamo tutti insieme.
Poi ti raccontiamo com’è andata, ma non dirlo alla nonna che mi manda sicuro un messaggio via whatssapp dicendomi: ma siete cretini?ISTRUZIONI PER L’USO: 1. PRESENTARSI PRESSO NZOCCHÈ SABATO 8 DICEMBRE DALLE 20.00. 2. PORTARE CON SÉ UN DISCO IN VINILE, 45 O 33 GIRI CHE SIA. 3. FARE ASCOLTARE, IN ORDINE CASUALE DI SORTEGGIO, IL PROPRIO DISCO, ACCOMPAGNANDOLO, SE SI  VUOLE, CON UN (BREVE) RACCONTO O UNA STORIA, LETTA, PARLATA, CANTATA (QUEST’ULTIMA IPOTESI SE SIETE INTONATI, SE NO LASCIATE PERDERE).Augh, addiè, aufidersen, gudbai, nano-nano, passo e chiudo.dischi volanti…